Il vitto all’interno del carcere è il cibo gratuito che viene distribuito ai detenuti, da non confondere con il sopravvitto che è invece il cibo acquistabile in aggiunta. È risaputo che la qualità del vitto lascia a desiderare e i numeri spiegano anche il motivo: secondo una ricerca nel 2010, in Italia, venivano spesi 3,92€ al giorno a detenuto per tutti e tre i pasti.

Di solito nelle sezioni femminili la qualità del vitto è migliore perché il numero delle recluse è minore. I pasti vengono cucinati dai carcerati della sezione lavoranti e, teoricamente, dall’art.9 sappiamo che “il relativo controllo (degli ingredienti) spetta anche ad una rappresentanza dei detenuti o degli internati, designata mensilmente per sorteggio”, ma che in realtà questa rappresentanza non viene quasi mai utilizzata.