sono apparse all’interno della vita carceraria da Marzo 2020, in alternativa ai colloqui, bloccati per le normative anti-contagio da Coronavirus. In realtà, già da gennaio 2019 girò una circolare del dipartimento dell’amministrazione penitenziaria per l’inserimento delle videochiamate come una delle modalità di colloquio, si parlava di 6 videochiamate al mese di massimo un’ora. La richiesta funziona come per le telefonate, attraverso la segnalazione della persona con cui si intende farle e il collegamento avviene in una stanza apposita, sotto il controllo dei secondini. L’inizio del lockdown ha rafforzato il loro utilizzo, come unica modalità possibile di contatto con i familiari, oltre le telefonate. Recentemente la Cassazione ha confermato l’autorizzazione all’uso delle videochiamate anche nei bracci del 41bis.