Gli uffici per l’esecuzione penale esterna, sono Uffici periferici del Ministero della Giustizia, Dipartimento Giustizia Minorile e di Comunità.

Gli Uffici U.E.P.E. hanno il compito di gestire l’applicazione delle misure alternative concesse dai Tribunali di Sorveglianza ai condannati (con pene inferiori ai 4 anni e non utilizzabili più di una volta) che per i loro particolari requisiti possono espiare la pena nell’ambiente esterno, anziché negli Istituti penitenziari. Inoltre gli Uffici svolgono su richiesta dell’Autorità giudiziaria le “inchieste sociali” e le “indagini socio-familiari”, e prestano consulenza negli Istituti Penitenziari. Nell’attuare i propri compiti istituzionali l’Ufficio si coordina con Istituzioni pubbliche e private e Servizi Sociali presenti nel territorio.

La figura centrale è l’assistente sociale ma ci sono anche la Polizia Penitenziaria, gli psicologi, i criminologi e gli educatori che conducono le “indagini” per far uscire i detenuti dal carcere.

Queste indagini sono finalizzate alla predisposizione del programma di trattamento che dovrà contenere indicazioni circa le modalità di coinvolgimento dell’imputato e dei familiari nel processo di reinserimento sociale, le prescrizioni comportamentali, le attività di riparazione o di risarcimento del danno, e il lavoro di pubblica utilità. L’ufficio concorda il programma con l’imputato e chiede l’adesione degli Enti territoriali coinvolti.

Infine, trasmette al giudice l’indagine socio familiare, il programma di trattamento e le “considerazioni che lo sostengono”, comprensive delle notizie relative alla situazione economica e alla possibilità di svolgere l’attività riparativa o di mediazione.

Durante la fase di esecuzione della prova, l’UEPE:

  • riferisce al giudice, con cadenza almeno trimestrale, l’andamento del programma, il comportamento tenuto, le proposte di modifica e le eventuali trasgressioni che potrebbero determinare la sospensione della prova.
  • Redige inoltre la relazione finale.

La misura decorre dal momento della sottoscrizione del verbale di messa alla prova da parte dell’imputato, presso l’UEPE.

Durante il periodo pandemico, il 2020, l’UEPE ha fatto moltissimi errori che hanno portato molti detenuti e detenute a restare in carcere più del dovuto, avendo la possibilità di ottenere misure alternative, durante un periodo di crisi sanitaria.