Le telefonate, dopo i colloqui, sono la maniera più rapida per sentire amici e parenti e vincere almeno un po’ la solitudine del carcere. Il detenuto ha il permesso di chiamare un solo numero, ma dietro la cornetta possono rispondere i familiari o gli amici, raramente viene data la possibilità di chiamare numeri diversi. Esistono delle telefonate “eccezionali” che vengono autorizzate o in casi di emergenza o quando il detenuto rientra da un permesso, per chiamare i figli minori di 14 anni o nei casi di trasferimento.

Le telefonate permettono di avvisare i propri cari nei casi di trasferimenti punitivi, o sostituiscono i colloqui quando la distanza, tra il carcere e gli affetti, rende difficili gli spostamenti.

Durante le rivolte del Marzo 2020, che portarono alla morte di 14 prigionieri, venne ottenuto l’aumento delle telefonate e l’introduzione delle videochiamate. Fu ovviamente una soluzione all’isolamento totale che si prospettava con la chiusura dei colloqui, ma allo stesso tempo permisero di calmare gli animi dei detenuti in rivolta, senza soddisfare le richieste di domiciliari per tutti.