È la peggiore delle misure di prevenzione (le altre sono l’avviso orale, il foglio di via e il Daspo per le manifestazioni sportive). La richiesta della sorveglianza speciale deve essere convalidata da un PM e la sua applicazione viene decisa per mezzo di un processo con una sola udienza. Viene richiesta per i soggetti ritenuti “socialmente pericolosi” o con un grosso carico di precedenti penali oppure per chi esce dal carcere, se il PM ritiene necessario un periodo di transizione dalla struttura carceraria alla libertà. In ogni caso, la richiesta della sorveglianza speciale può essere legata a svariati motivi, in base alla fantasia dei reparti di polizia che la richiedono o dei PM che la convalidano. In caso di applicazione della Sorveglianza speciale le misure possono essere svariate. La durata può variare da uno a cinque anni e le restrizioni vanno dall’obbligo di dimora, al rientro notturno, il ritiro della patente, al divieto di frequentare “pregiudicati”, in base alla decisione del giudice che decide. Al “sorvegliato speciale” viene consegnato un libretto rosso nel quale vengono annotate tutte le prescrizioni e che il soggetto deve sempre esibire a richiesta dell’Autorità di pubblica sicurezza e sul quale saranno annotati i relativi controlli.