Consiste nella concessione, al condannato e all’internato, di trascorrere parte del giorno fuori dal carcere per partecipare ad attività lavorative, istruttive o “utili al reinserimento sociale”, in base ad un programma di trattamento, di cui è responsabile il direttore del carcere.
La possono ottenere coloro che sono in stato di arresto o i condannati a una reclusione non superiore a sei mesi, ma non in caso di affidamento in prova al servizio sociale.
E’ concessa in relazione “ai progressi compiuti nel corso del trattamento, quando vi sono le condizioni per un graduale reinserimento del soggetto nella società”.
Il condannato all’ergastolo può essere ammesso al regime di semilibertà dopo avere espiato almeno venti anni di pena.
Se viene data la semilibertà a una detenuta madre di un figlio di età inferiore a tre anni, ha diritto di usufruire della casa per la semilibertà.
Il provvedimento di semilibertà può essere revocato in ogni momento, per punizione e in generale se “il soggetto non è più idoneo al trattamento”.