I “protetti” sono generalmente i detenuti che vengono tenuti alla larga dalle sezioni comuni perché la loro presenza potrebbe essere oggetto di scontro con gli altri detenuti. Sono generalmente collaboratori di
giustizia, sex offenders o ex appartenenti alle forze dell’ordine, ma anche quelli il cui reato ha avuto una risonanza mediatica forte tanto da dover temere per la loro incolumità. A volte vengono rinchiusi nelle sezioni dei protetti anche le persone transgender o gli omosessuali, per cercare di evitare che diventino vittime di abusi nelle sezioni comuni.
Può capitare che la direzione del carcere utilizzi il trasferimento nella sezione dei “protetti” per attuare un torto ai danni di un detenuto. Questo perché sono consapevoli che la permanenza nella sezione dei “protetti” viene percepita dai detenuti comuni come una sorta di disonore per cui è difficile godere di una buona reputazione se per un periodo si viene rinchiusi nella sezione protetta.
Di solito in ogni carcere c’è una sezione di “protetti”, anche se esistono degli istituti penitenziari in cui ci sono esclusivamente casi di questo tipo.