La sessualità all’interno del carcere è ovviamente repressa e la promiscuità tra i detenuti non è esattamente accettata. Per soddisfare esigenze sessuali quindi ci si affida, spesso, ai cari e vecchi giornali pornografici. In Italia ed in gran parte d’Europa la sessualità viene pressoché ignorata, arginata con medicinali o comunque rientra in un aspetto dell’astinenza quasi “dovuta” dal detenuto e le visite coniugali sono molto spesso complicate ed osteggiate. Negli stati Nord europei ci sono alcune detenzioni sperimentali in cui addirittura vengono pagate dallo Stato delle professioniste del sesso o vengono incentivate le visite coniugali con ambienti confortevoli in cui è possibile avere dei rapporti sessuali con la propria compagna o compagno.