è il tempo che il detenuto può passare all’esterno della cella, normalmente in compagnia di altri detenuti all’aria aperta in un cortile, o in palestra, o in un campo sportivo.

Non sempre dura un’ora, vi sono dei regimi dove si hanno due o più ore d’aria consecutive o giornaliere.

Vi sono anche dei regimi punitivi dove l’ora d’aria si fa da soli ristretti in quadrati di cemento di tre metri per tre e alti quattro, dove quindi non si vede nulla intorno.

Ora d’aria è divenuto un modo per descrivere un momento di pseudolibertà in circostanze di costrizione o imprigionamento, anche non legate strettamente al carcere.

L’ora d’aria è il momento in cui i carcerati si incontrano, si scambiano le notizie fra sezioni diverse, è ed è stato anche il luogo di risoluzione di conti fra detenuti, di progettazione ed esplosione delle rivolte.
La negazione di questo beneficio è una delle punizioni classiche che utilizzano guardie e direttori contro prigionieri singoli o intere sezioni, ed è stata anche ragione di molte rivolte.