Uno dei tanti a cui il carcere non piaceva proprio, probabilmente anche
a causa della sua reclusione durata più di 30 anni. Fantazzini è uno dei
rapinatori più “celebri” degli anni 70-80, ricordato per i modi gentili
durante i suoi colpi ma anche per i diversi tentativi di evasione. Venne
arrestato per la prima volta a 21 anni mentre scappava dopo aver
rapinato l’ufficio postale di Corticella, a Bologna. Da qui in poi la
sua esistenza è condannata alla reclusione, con dei piccoli momenti di
libertà conquistati anche grazie alle evasioni. Nel 1967 è latitante
dopo essere riuscito a scappare dal carcere con il vecchio metodo delle
lenzuola annodate, in seguito al rifiuto di poter presenziare al
funerale della madre morta di infarto. Tra il ’67 e il ’68 sale agli
onori della cronaca per la sua fuga e le lettere di scherno inviate alla
polizia italiana, anche se purtroppo poco dopo viene catturato.  Uno dei
più importanti tentativi di evasione è quello avvenuto nel carcere di
Fossano nel 1973 quando ferì tre guardie e ne tenne due sotto tiro
liberandosi la strada fino all’uscita, per poi però essere bloccato dai
cani addestrati e crivellato di colpi dai tiratori scelti, rischiando la
vita. Oppure nel carcere di Sulmona l’anno successivo quando riuscì a
saltare il muro di cinta di 5 metri per poi raggiungere una vicina
chiesetta con i piedi fratturati, sequestrando il parroco per richiedere
di essere operato. La prigione lo costrinse per lunghi anni, anni di
rivolte e mobilitazioni che lo videro sempre in prima linea,
dall’Asinara ad Alessandria, fino alla morte nel dicembre 2001
all’interno del carcere della Dozza a Bologna.