Sono il reparto mobile della polizia penitenziaria. Nascono dalle ceneri del Servizio Coordinamento Operativo della Polizia Penitenziaria. La creazione del gruppo risale al 1997, operata da Michele Coiro, allora direttore generale del DAP, ma fu ufficializzato dal Ministro di Grazia e Giustizia, il cagliaritano Oliviero Diliberto, nel 1999.

Sono circa 700 unità sparse in 12 reparti operativi in tutta Italia. Sono sotto il controllo di un generale di brigata ma in casi di necessità il direttore del carcere può comunque disporne. Sono un corpo speciale soggetto a rotazione tra le varie carceri per motivi di sicurezza.

I loro compiti sono: custodia e controllo dei detenuti ad altissimo indice di “pericolosità”, dei detenuti sottoposti al 41 bis e di alcuni detenuti collaboratori di giustizia.

Si occupano della gestione di situazioni particolarmente complicate come, ad esempio, le rivolte nelle carceri. Possono intervenire in situazioni di problemi di ordine pubblico o effettuare piantonamenti di detenuti particolari.

La loro storia, anche se recente, non manca di episodi di violenza e pestaggi che portarono diverse associazioni a chiederne lo scioglimento per il mistero che avvolge il loro addestramento, il loro operato e le torture di cui furono protagonisti.

Tra gli episodi più gravi ricordiamo il massacro dei detenuti del carcere di San Sebastiano e le torture della caserma di Bolzaneto durante il G8 di Genova.