La reperibilità dei farmaci all’interno del carcere è particolare:
mentre da un lato è spesso difficile
ottenere farmaci che sarebbero comuni fuori, dall’altro invece, è molto
facile avere accesso agli psicofarmaci
(per i quali solitamente fuori si segue un iter più complesso) e anzi il loro
uso viene spesso incentivato.
Circa il 50% della popolazione carceraria è sotto terapia da
psicofarmaci e circa il 75% ricorre a sedativi
per dormire la sera. Succede anche che questi psicofarmaci disponibili
nel “carrello della felicità” (come viene chiamato in gergo) a volte
vengano richiesti non per essere assunti ma per essere rivenduti ad
altri detenuti di nascosto dalle guardie.